L'UDC BACCHETTA IL CONSIGLIERE GAY
da "Il Secolo XIX" di giovedì 11 settembre 2008
Genova. «Voglio smentire categoricamente che quella espressa da Alberto Villa sia la posizione dell'Udc locale o di quello nazionale. Dev'essere chiaro che il nostro iscritto ha parlato a titolo esclusivamente personale». Rosario Monteleone, commissario regionale ligure dell'Udc, chiede di rispondere pubblicamente all'intervista rilasciata al Secolo XIX da Alberto Villa, consigliere nazionale dello stesso partito. Nell'intervista Villa ha annunciato che parteciperà al Gay Pride del prossimo giugno, e ha espresso proprie opinioni sulla manifestazione dell'orgoglio gay in programma a Genova ma anche su questioni come i Dico, i matrimoni e le adozioni per gli omosessuali. Monteleone, il giorno dopo, vuole condannare le affermazioni di Villa, «per assicurare ai lettori del quotidiano che la linea dell'Udc continua essere quella di sempre». «Villa sa molto bene dice Monteleone quale sia la linea dell'Udc nei confronti della famiglia, dei Dico, delle adozioni per gli omosessuali. Quindi, ribadisco, ha parlato a titolo esclusivamente personale, ciò che ha detto non corrisponde in maniera assoluta con quanto il partito dice da sempre e con i valori che difende». Alberto Villa ha dichiarato di non essersi sentito, molto spesso, in sintonia con quanto l'Udc sosteneva nell'ambito di dibattiti che hanno infuocato l'opinione pubblica. «La linea del partito, in quei momenti, non era la mia», ha dichiarato nell'intervista. Il giorno dopo, per le nuove affermazioni, arriva la dura condanna del commissario regionale.
Sezione:
Prosegue la raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare tesa a reintrodurre le preferenze per le votazioni della Camera dei Deputati.
Martedì 9 settembre 2008, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, presso il banchetto allestito dall'UDC genovese all'incrocio di Via XX Settembre con Via C.R. Ceccardi.
SOTTRAIAMO AI LEADERS DEI PARTITI LA SCELTA DEI DEPUTATI
RESTITUIAMO AL POPOLO LA SCELTA DEI PROPRI RAPPRESENTANTI ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
L'Udc ha depositato oggi in Cassazione la proposta
Roma, 31 lug. (Apcom) - L'Udc ha depositato questa mattina in Corte di cassazione il titolo della proposta di legge su iniziativa popolare per reintrodurre le preferenze nelle elezioni alla Camera dei deputati. "Bisogna restituire ai cittadini la scelta della persona che andrà in Parlamento", ha dichiarato l'onorevole, Lorenzo Cesa,
"Questo è un atto dovuto - ha detto Cesa - e un modo per riavvicinare la politica alla gente, perchè quando uno viene eletto con la preferenza sta più a contatto con i cittadini. Questo era uno dei nostri obiettivi da sempre ed è uno dei punti previsti dai quesiti referendari".
"Lavoreremo tutta l'estate per raggiungere l'obiettivo e portare quanto prima in Parlamento questa domanda. Raccoglieremo le firme in tutta Italia - ha concluso il segretario dell'Udc - sulle spiagge e nei luoghi di vacanza, sarà un'occasione per entrare in contatto
In un documento rilasciato alla stampa Rosario Monteleone (Vicepresidente Consiglio Regionale Liguria) e Luigi Patrone (Capogruppo UDC in Consiglio Regionale Liguria) hanno dichiarato : "Credevamo che la campagna elettorale fosse terminata, e la propaganda avesse lasciato lo spazio alla politica della responsabilità e del buon senso. Invece assistiamo a una serie di proposte che non affrontano la sicurezza dei cittadini attraverso la proposta di soluzioni tematiche che siano realmente efficaci. Sulla sicurezza siamo di fronte al festival del "continuo contraddirsi" da parte della compagine governativa All'interno della stessa maggioranza, nessuno lo può negare si avverte una situazione di forte imbarazzo. Sinceramente non comprendiamo l'intervento dei militari nella gestione della sicurezza cittadina, quando sono previsti tagli approssimativi per 3.5 miliardi di euro al comparto sicurezza per il prossimo triennio. È giusto che i cittadini sappiano che se nei prossimi giorni questi tagli verranno confermati, le amministrazioni dello Stato avranno maggiori difficoltà a gestire la sicurezza. Se ciò avverrà sarà sempre più difficile mantenere livelli accettabili di sicurezza e di tutela per i cittadini".
E poi. "Di fatto questi tagli comporteranno a una seria riduzione delle risorse sufficienti e necessarie a garantire diverse attività. Inoltre la prevista riduzione dell'organico delle Forze di Polizia e delle Forze Armate comporterà ad una minore presenza sul territorio sia delle pattuglie sia degli operatori con una inevitabile diminuzione dei servizi e dei controlli con la diretta conseguenza oggettiva riduzione operativa di intervento sul territorio".
I due Consiglieri hanno continuato affermando: "il tema della sicurezza non può essere risolto con semplici operazioni di facciata: da una parte le esigenze, i timori dei cittadini che chiedono giustamente di vedere salvaguardato "il diritto alla sicurezza" ; dall'altra parte le richieste delle migliaia di operatori delle Forze dell'Ordine che si adoperano con volontà e senso di sacrificio perché questo avvenga. Se saranno approvati i provvedimenti legislativi, attualmente in discussione alle camere, senza recepire correzioni, verranno attribuite nuove incombenze alle Forze dell'ordine e alle Forze armate contemporaneamente a un taglio di spesa, che praticamente non consentirà di attuare le stesse misure.
Se i tempi e la crisi economica ci costringe ad adottare misure severe, per contenere i costi anche in tema di sicurezza, questo sicuramente deve essere eseguito con elevato senso di responsabilità. E' necessario trovare un punto di incontro, promuovere per questo un tavolo di confronto per razionalizzare in prospettiva futura la spesa e introdurre riforme organizzative in grado di eliminare gli attuali sprechi gestionali.
L'utilizzo dei militari è un esperimento per tentare di risolvere "l'emergenza sicurezza". Ci chiediamo anche però perché non si è scelto di intervenire direttamente attraverso le Forze dell'Ordine già impegnate, e presenti sul Territorio? Perché non si è deciso di potenziare l'organico per limitare per esempio le carenze che lamentano i nostri Commissariati? Diciamoci la verità, molte sono le domande che ci poniamo, non vogliamo polemizzare, ma richiamare l'attenzione verso misure che se continueranno non risolveranno l'annoso problema della sicurezza.
I fatti registrati nelle ultime settimane, vedi centro storico di Genova, la città di San Remo o l'escalation di furti avvenuta nell'ultimo weekend a Sestri Levante , richiama tutti ad affondare il problema con interventi che consentano al territorio di operare per la sicurezza dei cittadini. Noi affermiamo che la sicurezza non è ne di Destra ne di Sinistra , ma appartiene a tutti, e per questo motivo con il nostro ODG, desideriamo promuovere un'azione interistituzionale volta ad evitare i tagli annunciati alle spese individuate per le politiche della sicurezza , e definire invece un'adeguata politica di legalità determinando mezzi, uomini e risorse finanziarie necessarie a garantire e produrre un livello maggiore di sicurezza su tutto il territorio. Sicurezza in conformità anche delle politiche europee! "
Abbiamo firmato l’appello per il referendum per avere la possibilità di dire il nostro no alla moschea, non perché abbiamo paura, ma perché riteniamo che la sua costruzione non sia il giusto punto di partenza per un corretto processo di integrazione di chi, fedele musulmano,vive nella nostra città.
Abbiamo l’impressione che la nostra Sindaco non abbia la giusta percezione di che cosa stiamo parlando.
Pensare la moschea come una “chiesa” musulmana è profondamente sbagliato e fuorviante. In realtà è il luogo dove il venerdì la comunità si raduna, anche per pregare, ma soprattutto per analizzare tutto quello che la riguarda (questioni sociali, politiche,culturali). Affrontare,quindi, la questione in nome della libertà religiosa , come se fosse un mero luogo di culto, significa sbagliare metodo di approccio al problema.
Non si può nemmeno pensare di concedere un terreno per la sua costruzione con l’idea che un giorno potrà essere restituito magari per esigenze urbanistiche, perché questo diventa sacro e rimane per sempre appannaggio della comunità islamica.
La stessa pratica, ormai diffusa nel nostro paese, di pregare nelle strade, piazze o marciapiedi, spesso “giustificata” con l’insufficiente spazio per la preghiera è prevista dalla legge islamica che dà la possibilità di pregare ovunque: a casa,al lavoro, per strada.
Pensiamo che sia miope e utopistico credere che una tale forza identitaria che ha un’idea di uomo, di società e di stato così lontana dalla nostra, possa essere circoscritta e ridimensionata dall’accordo strombazzato ai quattro venti dalla signora Vincenzi.
Questa è la dimostrazione di quanto questa Giunta, sempre e comunque culturalmente eterogenea e multi culturale, ignori la nostra identità e la nostra storia, considerando il “nuovo” bello solo perché nuovo e la nostra cultura non una base, ma un freno.
Per questo il loro no al referendum non è solo una forma di prevaricazione sulla libertà dei cittadini di poter esprimere la loro opinione, ma è anche l’occasione persa di dire chi siamo e cosa vogliamo diventare: il confronto necessariamente implica due interlocutori, altrimenti il risultato non è il dialogo, ma la resa.
Di fronte a tutto questo, ci ha stupito il richiamo da parte di autorevoli esponenti del partito della nostra Sindaco, ai valori comuni, ai simboli nazionali, alla patria nella condanna del gestaccio di Umberto Bossi indirizzato all’Inno di Mameli. Ci uniamo anche noi alla critica, ma ci chiediamo dove sia andato a finire tanto amor patrio , quando ci sia la necessità da affermare la nostra identità.
Crediamo che obiettivo di un buon processo di integrazione sia far sì che coloro che vengono ad abitare qui dalle parti più svariate del mondo, possano considerare la nostra Italia come una seconda patria. Ma PATRIA significa “ terra dei padri”, memoria, storia e tradizione. Integrare,quindi, non può prescindere dall’accettazione della nostra cultura ,delle nostre leggi e dei nostri principi. Non farlo è un modo non per evitare, ma per creare conflitti identitari ed insicurezza.
Genova, 25 luglio 2008
| I consiglieri Mazzolino e Bocca chiedono più sicurezza stradale a Sampierdarena. | |
| I Consiglieri di Municipio Luca Mazzolino e Enrico Bocca, rispettivamente Udc e Forza Italia, chiedono con un documento al Municipio e al Comune di Genova di mettere in sicurezza Via Cantore e lo svincolo della sopraelevata all’uscita dell’autostrada Genova Ovest. A seguito dell’ultimo incidente avvenuto in Via Cantore, che ha causato l’amputazione della gamba a un motociclista, i due giovani Consiglieri del Centro Ovest fanno un appello affinchè anche il Comune si impegni per migliorare la sicurezza stradale. È compito delle istituzioni creare le condizioni affinché sia mantenuta la sicurezza (delle persone e delle cose) nelle strade, in particolare il Comune ha il dovere di mantenere in uno stato decoroso e sicuro le strade di sua competenza. “Chiediamo – dichiara Luca Mazzolino – la potatura e manutenzione periodica delle aiuole spartitraffico di Via Cantore, oltre al ripristino di quelle mancanti, in quanto oggi versano in uno stato di degrado assoluto, creando pericoli riducendo notevolmente la visibilità per i pedoni e gli automobilisti, come più volte segnalato anche dai cittadini e dagli organi di informazione. Quindi un’adeguata predisposizione di segnaletica sempre in Via Cantore, per indicare ogni possibilità di inversione di marcia o svolta, in particolare a livello di Via Gerolamo Pittaluga e Via Balbi Piovera, indicando la possibilità di inversione di marcia verso il centro e il porto.” “Bisogna provvedere affinché venga predisposta un’adeguata segnaletica dopo l’uscita autostradale di Genova Ovest, nei pressi dello svincolo che porta a Sampierdarena, al porto, al centro e alla strada sopraelevata Aldo Moro, con particolare attenzione alle indicazioni per il porto.” Il Comune deve fare il possibile per favorire la sicurezza stradale, riducendo i rischi dei pedoni e aumentando le condizioni di guidabilità degli automobilisti. Queste sono le nostre richieste, quanto mai necessarie e urgenti per provare ad evitare altri incidenti. Più visibilità con la potatura e maggiore chiarezza attraverso le giuste indicazioni. |
ROMA - Nella seduta della Camera dei Deputati del 5 giugno, il gruppo parlamentare Udc ha presentato una mozione al Governo in riferimento alla grave situazione che stanno attraversando i pescatori italiani.
Il prezzo del petrolio – spiega l'on. Poli – ormai ha raggiunto livelli elevati e di conseguenza il costo del carburante utilizzato dalla flotta peschereccia italiana si è accresciuto di oltre il trecento per cento, creando una grave crisi del settore. Non dimentichiamoci che il comparto della pesca nell’economia italiana è di assoluta rilevanza sul piano occupazionale. Purtroppo negli ultimi anni non ci sono state iniziative di Governo a favore di questo mondo. Abbiamo visto tutti le forme di protesta attuate anche in altri paesi come Francia e Spagna, alle quali si sono associate anche quelle italiane di Sciacca e Porto Empedocle, tanto per citarne alcune”.
“Come Udc – conclude Poli – abbiamo chiesto al Governo, attraverso la mozione presentata, un impegno affinché adotti, anche se transitori provvedimenti di sostegno a favore della pesca, con interventi sul prezzo del carburante. Inoltre abbiamo sollecitato ad intraprendere in sede Unione Europa, adeguate iniziative per ottenere una politica di misure agevolative e di sostegno con una decisiva azione sul prezzo del carburante da differenziare anche con parziali defiscalizzazioni, come sembrerebbe orientata a fare la Francia. Inoltre ritentiamo opportuno definire un nuovo quadro della politica del settore pesca che ne agevoli la ristrutturazione e l’ammodernamento”.
Roma, 26 mag. (Apcom) - "L'Udc accoglie l'appello del card. Bagnasco ad una politica per unire e non per dividere gli italiani. Contro la faziosità, contro il privilegio dato dall'interesse individuale o di gruppo cerchiamo di costruire una politica per il bene comune ed invitiamo al dialogo sul bene comune". Lo afferma in una nota il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione.
"Raccogliendo l'invito ad un fisco sulla misura della famiglia - prosegue - il gruppo parlamentare Udc discuterà domani un primo provvedimento a favore delle famiglie da proporre in connessione con le misure economiche del governo. Non è possibile che nel primo pacchetto di misure presentato nei giorni scorsi a Napoli non ci sia niente sulle famiglie. E' un segno del fatto che non si è capito davvero cosa sia la centralità della famiglia nella crisi della cultura e della società italiana".
"La giustezza di questa impostazione e la gravità della situazione - conclude Buttiglione - è confermata dai dati appena resi noti sulla povertà in Italia. Il 24 per cento dei bambini italiani sono a rischio povertà, e se i bambini sono poveri, lo sono anche i loro genitori. Il motivo è semplice: basta avere un bambino per andare incontro a delle difficoltà, basta averne due o più per scivolare facilmente sotto la soglia della povertà. Siamo tutti chiamati a reagire a questa situazione ed a costruire una società nuova sulla misura della famiglia".
(ANSA) - BOLZANO, 23 MAG - ''Abbiamo espresso un comune convincimento che il governo Berlusconi vada giudicato sui fatti non sulle vecchie pregiudiziali ideologiche e che hanno ammorbato il Paese''. Lo ha detto
Perche' non possono essere le nomenclature dei partiti a scegliere i rappresentanti. E questo vale anche per le elezioni europee dove bisognera' lavorare anche perche' ci sia la salvaguardia della rappresentanza territoriale come anche l'autonomia della provincia di Bolzano''.
''Tra i due partiti, ha sottolineato Casini - c'e' una collaborazione che si rinnova. Anche in passato abbiamo lavorato bene assieme ed ora assistiamo al rafforzamento di qualcosa che c'era gia' ''